

Nella nona puntata di Pulp Special con ospite Luca Jurman, disponibile (solo per abbonati) dal 9 Novembre, Fedez si è espresso sul mondo dei talent show canori contemporanei in Italia:
“È finita l'epoca, [...] Io non so chi abbia vinto Amici l'anno scorso, non so chi abbia vinto X factor ma ad oggi è più un'opportunità farsi la musica dalla propria cameretta, sfruttare i canali che hai sul web che sono molto più potenti di un programma televisivo.”
Le parole del co-conduttore, come al solito crude e dirette, fanno nascere inevitabilmente degli spunti riflessione, considerando anche che il mese in cui ci troviamo ha da sempre rappresentato un periodo molto importante per i 2 talent più rilevanti del panorama nazionale, Amici ed X Factor, con quest'ultimo che è arrivato alla quarta puntata dei live e si avvia verso le puntate conclusive. Come se non bastasse, Novembre ha decretato anche l'inizio di un programma molto importante nel contesto televisivo e musicale contemporaneo: Sanremo Giovani.
Il programma della Rai non è stato nominato neanche una volta nella puntata di Pulp, indice o di una scarsa rilevanza o di una tendenza a non considerarlo come un vero e proprio talent, anche se in realtà guardandolo appaiono subito chiari i numerosi punti di contatto tra questo e i due talent principali citati più in alto. Una di queste somiglianze è senza dubbio la scelta dei concorrenti, basti pensare ai due finalisti dell'anno scorso, Settembre e Alex Wyse, rispettivamente provenienti da X factor e Amici. Anche in questa edizione il trend è il medesimo: tra gli artisti in gara troviamo Antonia, Deddè, Nicolò Filippucci, Petit e Senza Cri, protagonisti delle scorse edizioni di Amici e Angelica Bove, cmqmartina, Mimì e Disco Club Paradiso, direttamente dal talent di Sky. Negli scorsi anni esistono anche casi di concorrenti che hanno fatto il percorso opposto: l'ormai celebre Irama nel 2016 ha partecipato alla sezione “Nuove proposte” (l'attuale Sanremo Giovani) per poi trionfare ad Amici 2 anni dopo. Al di là di questa ricorrente tendenza per quel che riguarda il cast è doveroso rimarcare quello che probabilmente è il punto di rottura più eclatante tra lo show della Rai e gli altri talent: la quasi totale assenza della spettacolarizzazione della polemica. Infatti una delle critiche che più frequentemente viene rivolta soprattutto al programma di Maria De Filippi è l'eccessivo “screen time” dedicato alle “liti” tra i professori. Da questo punto di vista il format Rai sembra effettivamente più moderato, sono infatti presenti poche discussioni e lo spazio è quasi interamente dedicato alle esibizioni degli artisti in gara. Analizzando quest'ultimo aspetto, Sanremo Giovani si potrebbe definire un “talent autentico” perché, parafrasando quanto scritto da Jean K. Chalaby nel suo volume “L'era dei format. La svolta radicale dell'intrattenimento televisivo”, i primi talent show erano totalmente incentrati sulle performance dei concorrenti, lasciando poco spazio alla contaminazione con elementi del reality show.
Ritornando però alla riflessione di Fedez citata in apertura, si è realmente conclusa l'epoca d'oro dei talent musicali? Senza dubbio ad oggi questi prodotti non rappresentano più la via preferenziale per il successo. Ad oggi lo scenario più che ad una singola strada sembra somigliare ad un labirinto composto da innumerevoli percorsi: c'è chi sceglie un tragitto che lo porta in poco tempo al successo, come ad esempio Angelina Mango che in circa 2 anni ha vinto la categoria canto di Amici, vinto l'edizione successiva di Sanremo e ottenuto un ottimo piazzamento all’Eurovision Song Contest, consacrandosi di fatto come una certezza nel panorama musicale italiano contemporaneo; c'è chi ha bisogno di più tentativi, i Santi Francesi, ad esempio, concorrenti di amici nel 2016 (con il nome “The Jab”), vincitori di X Factor 6 anni dopo e partecipanti all'edizione del 2024 di Sanremo grazie alla quasi vittoria di Sanremo Giovani (era l'epoca di Amadeus direttore artistico e i primi classificati di Sanremo Giovani partecipavano alla gara con i big); c'è anche chi in questo labirinto si perde e viene presto dimenticato da tutti.
Ma in questo scenario cosa rappresentano i nuovi canali web e social? Si potrebbero concepire come una sorta di via alternativa, probabilmente meno “gestita dall'alto” e più meritocratica. Attenzione però perché anche questa via nasconde delle insidie alquanto pericolose: la strada del successo grazie al web spesso comporta una salita repentina con conseguente caduta a picco nel vuoto in cui il paracadute tende a non aprirsi. Di fatto quasi tutti i fenomeni di viralità musicale “dal basso” sui social tendono a scomparire una volta conclusa la loro ondata di “fama apparente”. Risulta quindi vero solo in parte quanto detto da Fedez sulla potenza dei canali legati al web, poiché questi pur essendo un’ottima cassa di risonanza donano all’artista una sorta di successo con data di scadenza.